SICUREZZA IN MARE: L’ALLARME SUI SINISTRI NAUTICI E LE RIFORME NECESSARIE
Negli ultimi anni, il numero di sinistri nautici ha registrato un incremento preoccupante, sollevando interrogativi sulla sicurezza in mare e sulla necessità di un rafforzamento delle tutele. Tra le principali cause degli incidenti emergono l’inesperienza degli operatori, la scarsa conoscenza delle normative marittime e una percezione inadeguata dei rischi legati alla navigazione.
La normativa sulla patente nautica: un quadro incompleto
Attualmente, in Italia, il possesso della patente nautica è obbligatorio per la conduzione di imbarcazioni da diporto nei seguenti casi:
– navigazione oltre le sei miglia dalla costa;
– utilizzo di imbarcazioni con motori di potenza superiore a 40,8 cavalli (30 kW);
– conduzione di moto d’acqua o sci nautico.
Le disposizioni vigenti, regolate dal Decreto Ministeriale n. 323 del 10 agosto 2021, hanno aggiornato i programmi d’esame e le modalità di svolgimento delle prove per il conseguimento delle patenti nautiche. Tuttavia, persiste una lacuna normativa: chiunque può condurre imbarcazioni con motore di potenza inferiore ai 40,8 cavalli senza alcuna formazione specifica. Questa circostanza consente anche ai più giovani e inesperti di manovrare mezzi potenzialmente pericolosi, spesso senza consapevolezza delle regole di navigazione e delle manovre di emergenza.
In risposta a queste problematiche, il Decreto Correttivo del Codice Nautico, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 21 settembre 2024, ha introdotto modifiche significative. Il decreto prevede un inasprimento delle sanzioni per chi non possiede la patente nautica o non rispetta le norme di sicurezza, insieme all’introduzione di nuove categorie di patenti e maggiore uniformità nell’esame per le patenti. Inoltre, è stato previsto l’obbligo di adottare dispositivi GPS per alcune imbarcazioni, una misura destinata a migliorare la sicurezza e la tracciabilità delle imbarcazioni in caso di incidenti.
L’incremento degli incidenti nautici e delle truffe assicurative
Secondo le ultime statistiche della Guardia Costiera, negli ultimi cinque anni il numero di sinistri nautici è aumentato del 20%. Il 35% di questi incidenti coinvolge giovani tra i 18 e i 30 anni, spesso senza una patente nautica e senza esperienza adeguata. Il fenomeno è preoccupante, soprattutto considerando che molti di questi incidenti avvengono durante il periodo estivo, quando il numero di imbarcazioni da diporto aumenta.
Parallelamente agli incidenti, si osserva un preoccupante incremento delle truffe assicurative nel settore nautico. Si stima che circa il 15% dei sinistri denunciati contenga elementi sospetti di frode, come simulazioni di collisioni, dichiarazioni di danni inesistenti o falsi furti e affondamenti.
Le truffe alimentano un circolo vizioso che ha un impatto diretto sui premi assicurativi, che sono destinati a salire, ricadendo inevitabilmente sui consumatori onesti. Negli ultimi due anni, le polizze assicurative hanno visto aumenti medi del 15%, con picchi in alcune zone turistiche.
Il business delle patenti nautiche false
Un altro fenomeno altrettanto preoccupante riguarda il mercato illegale delle patenti nautiche false. Si è registrato un aumento delle truffe legate al rilascio di patenti nautiche senza esami, in alcuni casi vendute senza alcuna formazione pratica o teorica. Questi documenti falsificati vengono offerti da enti illegali o agenzie disoneste, e consentono a chi non ha le competenze necessarie di navigare su imbarcazioni, mettendo in serio pericolo la sicurezza in mare. Le autorità sono al corrente del fenomeno, ma occorre un intervento normativo più incisivo per fermare queste pratiche illecite.
Merita, poi, rilievo che l’attività di vendita illegale della patente nautica è spesso finalizzata alla commissione di falsi incidenti nautici, all’interno di un disegno criminale ben organizzato..
L’importanza dei controlli su ebrezza e uso di sostanze stupefacenti
Nella navigazione, un altro aspetto di rischio è rappresentato dalla conduzione di imbarcazioni sotto l’effetto di alcol o droghe. Attualmente, i controlli sui conducenti di imbarcazioni sono sporadici e vengono effettuati quasi esclusivamente in seguito a un incidente. L’introduzione di test obbligatori a campione, analoghi a quelli previsti per la guida su strada, costituirebbe un deterrente efficace, contribuendo a rendere la navigazione più sicura.
Un inasprimento delle sanzioni per chi guida in stato di alterazione psicofisica, accompagnato da controlli più frequenti, è una misura indispensabile per ridurre il numero di incidenti. Tali verifiche devono riguardare non solo i conducenti patentati, ma anche coloro che guidano senza patente, affinché nessuno possa rappresentare un pericolo per la sicurezza in mare.
La legislazione italiana sulla nautica da diporto: troppo permissiva rispetto ad altri Paesi? Confronto con gli Standard Internazionali
La legislazione italiana sulla nautica da diporto risulta troppo permissiva rispetto ad altri paesi europei.
Stati come la Francia, la Spagna e il Regno Unito, infatti, richiedono la patente nautica per tutte le imbarcazioni motorizzate, indipendentemente dalla potenza del motore, garantendo che chiunque conduca una barca abbia almeno una formazione di base.
Inoltre, la Francia e il Regno Unito implementano controlli più frequenti e rigorosi sulle patenti, mentre l’Italia, purtroppo, non offre lo stesso livello di monitoraggio. A tal riguardo, il Decreto Correttivo del Codice Nautico mira a introdurre misure più severe per garantire maggiore uniformità nei controlli e l’adozione di nuovi strumenti tecnologici, come il GPS, per monitorare la posizione delle imbarcazioni.
Un mare più sicuro è possibile, ma è necessaria un’azione decisa
La sicurezza in mare non riguarda soltanto coloro che conducono un’imbarcazione, ma l’intera collettività. Ogni incidente che si verifica in mare non ha solo un impatto sulle persone direttamente coinvolte, ma genera anche effetti devastanti sull’intero sistema economico e sociale, influendo gravemente sulle polizze assicurative e sulla sicurezza pubblica.
È giunto il momento di intervenire con fermezza per evitare che la situazione peggiori ulteriormente. Un’azione coordinata e decisa da parte delle autorità competenti è imprescindibile.
Alcune delle misure concrete che devono essere adottate includono:
Estensione dell’obbligo di patente nautica: per garantire che tutti i conducenti abbiano una formazione adeguata alla sicurezza in mare.
Introduzione obbligatoria di dispositivi GPS: strumenti che consentano di monitorare in tempo reale la posizione delle imbarcazioni, migliorando la prevenzione e il controllo sugli incidenti.
Controlli più rigorosi su alcol e droghe: l’intensificazione dei test a campione su chi conduce imbarcazioni rappresenterebbe un deterrente fondamentale per evitare incidenti causati dall’alterazione psicofisica.
Verifica più frequente e rigorosa delle patenti nautiche: incrementare i controlli, anche a campione, su chi guida le imbarcazioni per assicurarsi che siano in possesso della patente e delle competenze necessarie.
Repressione della vendita illegale delle patenti nautiche: è cruciale fermare il fenomeno della vendita delle patenti senza rispettare le normative, attuando campagne di sensibilizzazione e inasprendo le pene per coloro che facilitano questa pratica illecita.
Monitoraggio delle dinamiche dei sinistri: l’adozione di tecnologie avanzate, come dispositivi GPS obbligatori, permetterebbe di monitorare gli incidenti e raccogliere dati utili a validare le dichiarazioni degli utenti, migliorando la gestione delle emergenze.
Legislazione più severa sui sinistri e sulle frodi assicurative: è necessario introdurre norme che puniscano più severamente le frodi legate ai sinistri nautici, con pene adeguate a disincentivare simili comportamenti illeciti.
Quali enti devono intervenire?
L’introduzione di norme più incisive richiede il coinvolgimento di diversi organi istituzionali:
-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: Competente per la regolamentazione della navigazione da diporto e per l’eventuale revisione delle norme sulla patente nautica.
-Capitanerie di Porto e Guardia Costiera: Enti fondamentali per l’applicazione delle norme di sicurezza e la gestione delle emergenze in mare.
-IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni): Autorità preposta alla supervisione del settore assicurativo, che potrebbe adottare misure per contrastare le frodi nei sinistri nautici.
-Forze dell’Ordine (Guardia di Finanza, Polizia Marittima): Responsabili dei controlli sulle imbarcazioni e delle indagini relative alle truffe assicurative.
-Associazioni di Categoria e Enti del Settore Nautico: Organismi come Assonat (Associazione Nazionale Approdi e Porti Turistici) e Confindustria Nautica, che potrebbero promuovere iniziative legislative e sensibilizzare il settore alla sicurezza.
Occorre un’azione intensa e coordinata
Solo attraverso una stretta collaborazione tra le istituzioni, le forze dell’ordine e gli operatori del settore sarà possibile ridurre in modo significativo il numero di incidenti nautici. Un’azione intensa e coordinata mitiga l’impatto economico che grava sulle polizze assicurative e sull’intera collettività e garantisce, al contempo, un ambiente di navigazione più sicuro e responsabile.
Riccardo Vizzino, Avvocato,
Responsabile Nazionale di Civicrazia contro le truffe assicurative
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